Contributo di Chiara Taverna – Residenze Smart Lainate

Ricordo perfettamente quando ci siamo riuniti per la prima volta, conoscendoci solo da poche ore. Ci è stato chiesto di immaginare il posto in cui intendevamo andare a vivere. Insieme. Immaginarlo insieme. Costruirlo insieme. Eravamo disposti in cerchio. Un po’ imbarazzati credo e ci scrutavamo a vicenda, curiosi. Un filo rosso avrebbe dovuto indicare i legami che già potevamo riconoscere. Eravamo circa in 60 persone. Il filo rosso evidenziò 3 legami. Nulla di più. La comunità andava costruita partendo da altro. Non dalla conoscenza pregressa. Non da un ideale spirituale. Non da un’appartenenza. 

Ognuno di noi era ed è portatore di diversità. Pensieri. Abitudini. Fede. Sport. Cibo. Musica. Un panorama variegato fatto di abiti diversi, ma variopinti. Come un ordito disposto sul telaio. Un meraviglioso ordito che può essere solo contemplato nella sua magnificenza al limite, ma che non è utile a nulla se non è tessuto. 

Il filo rosso, la trama che ci ha reso tessuto comunitario, è la cultura, nelle sue infinite sfaccettature. Ne sono certa. Quando abbiamo cominciato a mettere i primi mattoncini per la costruzione della comunità ci siamo divisi in gruppi di lavoro: gruppo acquisto solidale; gruppo corsi; gruppo eventi hanno affiancato da subito i gruppi sui vari regolamenti e sulle attività “commerciali” che avremmo voluto mettere in campo, come micronido e coworking.

Il filo rosso ha intersecato aspetti diversi, ha incontrato nodi importanti, ha rimodulato molte volte il disegno originale del tessuto che si stava creando.

Gli eventi organizzati sono stati tanti. Le feste di inizio stagione sono diventate ormai una consuetudine, si cucina insieme, si gioca insieme, si balla e si canta. Ci sono stati anche diversi appuntamenti letterari, serate in cui abbiamo invitato scrittori per condividere le loro idee, i loro libri e abbiamo scoperto con profonda emozione, che anche tra noi c’erano giovani scrittori. Abbiamo portato molti libri nel nostro living da mettere a disposizione di tutti e abbiamo ideato una serata di lettura, dove chiunque può portare una pagina di un testo che lo ha segnato per qualche motivo e condividerlo con tutti. Generando curiosità. Una biblioteca circolare. I bimbi sono così tanti (e ne sono nati ben 8 in questo anno di Residenze Smart) che dal gruppo eventi si è staccato un piccolo gruppo per creare eventi a misura di bimbi, con laboratori ludici. Durante le ricorrenze particolari, come l’8 marzo o il 25 novembre, ci siamo riuniti per riflettere sul tema, con dibattiti molto vivaci che ci hanno permesso di crescere e di accrescere la nostra appartenenza comunitaria. Abbiamo intersecato anche gli altri gruppi. Insieme al gruppo GAS si sono inventati momenti di conoscenza dei produttori e di degustazione. In religioso silenzio abbiamo ascoltato le storie di questi prodotti meravigliosi narrati da chi porta in tavola passione, idee, fatiche, lacrime. Abbiamo cambiato il nostro modo di assaggiare il cibo, di allestire la tavola. Abbiamo anche organizzato uscite sul territorio per conoscerlo meglio, oppure abbiamo partecipato a manifestazioni ludico-sportive, ma anche con associazioni del lainatese ci siamo aggregati a gite oltre confine sulla neve o in campagna per allargare i nostri orizzonti e saldare sempre di più la nostra coesione e esportare la nostra esperienza. Con il gruppo corsi abbiamo cercato di tenerci in forma, invitando insegnanti sia del nostro contesto che esterni. 

Gli eventi, che si sono susseguiti a ritmo serrato, hanno fatto da collante, da energizzante per chi, come me, già credeva possibile una comunità di questo genere. Ciò che, invece, poteva essere solo sperato ed auspicato, è stato il fatto che gli eventi e i corsi sono divenuti lievito di comunità e hanno generato altre azioni. Dalla comunità delle Residenze Smart alla comunità lainatese e oltre. Perché la cultura di comunità genera bellezza, entusiasmo e passione e non ha confini.